home

indice ceramisti

indice fabbriche

MENGARONI

(M.A.P. - S.D.C.A. - Studio d'Arte Ceramica - F.M. & C.)

a
Acquista il cd-rom
"Quotazioni d'Asta"

In questa scheda
n.: 26 lotti

Compra questa scheda
"Quotazioni d'Asta"

GiÓ dipendente della manifattura ceramica pesarese "Molaroni", nel 1908 Ferruccio Mengaroni si licenzia e allestisce un laboratorio di ceramica nella sua casa di viale Zara, a Pesaro.
Nel 1914, in societÓ con
Ettore e Aristodemo Mancini, Ferruccio Mengaroni apre una piccola fabbrica, la "Studio d'Arte Ceramica" in viale Trento 150, il cui marchio Ŕ costituito da una "F" in alto, dal simbolo grafico di un grifone, le lettere "S.D.C.A.", la scritta Ferruccio Mengaroni e A.M. Pisaurum, a volte accompagnata dall'anno di esecuzione.
Altri marchi della manifattura sono semplicemente "Ferruccio Mengaroni A.M.", o solamente "F.M. & C."
La manifattura chiude nel 1920 per riaprire come "Maiolica Artistica Pesarese" (M.A.P.) e la produzione, dal 1920 in poi, Ŕ marcata dalle lettere M.A.P. con l'aggiunta del simbolo grafico del grifone e la scritta Pesaro.
Nel 1920 la ditta pubblica un catologo con la riproduzione fotografica di alcune delle opere prodotte.
Il 13 maggio del 1925 Ferruccio Mengaroni muore in un tragico incidente, durante l'allestimento delle sue opere presentate alla Biennale di Arti Decorative di Monza, ucciso sotto il peso di un enorme tondo in maiolica policroma, da lui realizzato, e raffigurante la testa di Medusa, ma la manifattura, condotta da Aristodemo Mancini, continua la sua produzione sotto la denominazione "
A.M. Mengaroni & C.".
Negli anni successivi alla morte di Mengaroni le ceramiche della manifattura presentano sotto il solito simbolo grafico la scritta Made in Italy o Italia.
Il 1932 vede, tra i collaboratori della manifattura, il giovane pittore Marcello Antonelli.
Nel 1929 a causa della grave crisi economica la manifattura Ŕ costretta a ridimensionarsi, e l'anno successivo viene dichiarato il fallimento.
Nel 1934
Elettro Mancini, in societÓ con Guido Andreani e Giulio Patrignani, rileva le quote societarie e riprende la produzione, marcandola con la scritta "M.A.P. e un asterisco", che continua ininterrotta fino al 1944.
Nel 1945 la fabbrica viene rilevata da un gruppo di dipendenti che la gestiscono, fino al 1949 sotto la direzione di
Antonio Imperatori, sino al 1958, anno della chiusura definitiva.
Tra gli artisti e i ceramisti che negli anni collaborano con la manifattura "M.A.P." sono da ricordare
Mario Filippucci, Achille Wildi, Giulio Patrignani, Guido Andreani, Renato Giavoli, Enrico Cardinali, Maria Mancini, Maria Antonietta Gallina, Ferruccio Fastigi, Violetta Giuliani, Guerino Bozzetti, Tonino Naponelli e Giannetto Serafini.


1917-1919

1919-1925

dopo 1925

1934-1944

www.italianpotterymarks.freeforums.org/post1509.html

http://admin.ntq-data.com/lot/594104