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PALATINO ARS
(Borzelli - L)
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La fornace "Borzelli", tra le pių antiche di Roma, nasce in via della Scalaccia 25, nel quartiere Trastevere, giā nel 1850 su iniziativa di Pietro Borzelli, ma le prime notizie su questa importante famiglia di maiolicari romani risalgono al 1786.
All'inizio del Novecento, sotto la gestione dei figli di Pietro,
Vincenzo e Paolo la ditta produce vasellame comune in oltre cuoce, nei suoi forni, per conto terzi.
Negli anni successivi alla prima guerra mondiale i laboratori della manifattura sono trasferiti in via dei Cerchi e alla fornace viene affiancato un punto vendita in via Pič di Marmo.
La gestione della ditta passa nelle mani di
Oreste e Romeo Borzelli, figli di Vincenzo che ne modernizzano la produzione e stringono rapporti di amicizia e collaborazione con i maggiori artisti e ceramisti attivi nella capitale, nell'ambito della Secessione Romana.
Dal 1921 al 1923 la ditta entra a far parte del "S.I.A.I." (Sindacato Industrie Artistiche Italiane) di
Agostino Colonnelli e affianca alla normale produzione una sezione artistica il cui marchio č "Palatino Ars".
Nel 1923 la ditta č premiata con Gran Premio e medaglia d'oro all'Esposizione di Terni e, sempre con medaglia d'oro, a quella di Perugia.
Nel 1928 partecipa con alcuni lavori all'Esposizione Internazionale di Torino.
La manifattura, sotto il marchio di fabbrica "Palatino Ars Roma" (a volte affiancato dalla scritta Borzelli), si avvale negli anni della collaborazione di numerosi ceramisti e decoratori di area romana tra cui
Duilio Cambellotti, Olga Modigliani, Ferruccio Palazzi (che partecipa probabilmente anche nell'assetto societario), Giulio Rufa, Achille Luciano Mauzan, i fratelli Melchiorre e Fedrico Melis, Romeo Berardi, Virgilio Carotti, Roberto Rosati, Virginio La Rovere, Renzo Cellini, che spesso, accanto al marchio della manifattura, siglano con le proprie iniziali i lavori realizzati.
A metā degli anni Cinquanta la manifattura, guidata da Oreste Borzelli, ha sede in via XXV Luglio 41, a Nettuno, in provincia di Roma.