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I.C.A.M.
(I.C.A. Vietri - Pinto Ceramiche - I.C.A.V. - S.C.V.)
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Il nome della famiglia Pinto è presente, in maniera documentata, nella storia della ceramica vietrese dal 1625 e la prima manifattura "Pinto" nasce a Vietri nel 1850.
L'Industria Ceramiche Artistiche Meridionali (I.C.A.M.) viene fondata a Vietri sul Mare, all'inizio del XX° secolo, da
Vincenzo Pinto, nei locali, poi acquistati nel 1910, della faenzera di Michele e Gaetano Sperandeo, attivi a palazzo "Pizzicara" già dall'Ottocento.
Dopo aver realizzato numerosi ed importanti pannelli ceramici per edifici pubblici e religiosi la manifattura, all'inizio degli anni Venti si impone sul mercato nazionale ed internazionale.
Alla fine degli anni Venti, inizio anni Trenta lavora, ospite della manifattura insieme ad
Irene Kowaliska, per la "I.C.A.M." la ceramista tedesca Barbara Margarethe Thewalt, la personalità forse più significativa del cosidetto "periodo tedesco" della ceramica vietrese.
Agli inizi degli anni Trenta la manifattura è diretta dal prof.
Renato Rossi e nel 1933 alcuni lavori della fabbrica sono esposti alla II Mostra Salernitana d'Arte.
Negli stessi anni presta la sua opera presso la manifattura anche
Giovanni Carrano, che diviene il maestro dei figli del titolare Raffaele e Giovanni Pinto e Vincenzo Solimene (primo del nome), segnando in modo determinante lo stile di produzione della manifattura.
Nel 1937 alcune ceramiche realizzate dalla manifattura sono esposte a Firenze alla VII Mostra Nazionale dell'Artigianato.
Nel 1939 muore il fondatore della ditta e lascia la conduzione alla moglie Ida Palmenta e ai figli Raffaele, Giovanni e Bonaventura.
Nel secondo dopoguerra presso la "I.C.A.M." lavora, dal 1951 al 1956, anche il ceramista ungherese
Amerigo Tot, con il ruolo di direttore artistico.
Nei primi anni Cinquanta collabora con la ditta anche
Giuseppe Capogrossi.
Negli anni Cinquanta, fino all'inizio dei Sessanta, anche
Matteo Rispoli e Giovannino Falcone operano, sotto la direzione di Raffaele Pinto, presso la manifattura.
In questi anni
Guido Infante, appena adolescente, lavora come apprendista presso la manifattura.
Nel 1950 un suo piatto è chiamato a rappresentare la ceramica italiana alla Mostra dell'Artigianato Italiano del Brooklyn Museum di New York.
Nel 1953, dopo oltre quaranta anni di attività, lascia la conduzione della fabbrica, che ha sede in Corso Umberto 25 a Vietri sul Mare, ai due figli Giovanni e Raffaele.
Nel 1959 i forni a legna vengono sostituiti con un forno a tunnel alimentato a gasolio e questo permette di ampliare notevolmente la produzione specialmente quella dedicata ai pavimenti e ai rivestimenti ceramici e negli anni Sessanta la ditta ha continui rapporti di lavoro con i più importanti architetti italiani.
Nel 1960 torna a collaborare con la ditta Giovannino Carrano.
Raffaele Pinto muore nel 2005.
La fabbrica, attiva ancora oggi a Vietri nella sede di Palazzo Pinto, in Corso Umberto 1, è condotta dalla nipote di Vincenzo, Rosaura Pinto

   

www.ceramicapinto.it
www.cerartpinto.it
www.pintoceramica.it